Eremo di Malavalle: San Guglielmo

Castiglione della Pescaia
L' Eremo di Malavalle, o di San Guglielmo si trova proprio sotto la collina di Tirli ed è raggiungibile seguendo il vecchio acquedotto. 



eremo san guglielmo di malavalle

Storicamente il primo nucleo del monastero venne edificato nel XII secolo sulla tomba di San Guglielmo. 


Guglielmo di Malavalle, Duca d'Acquitania, di nobile casata, crociato in terra santa e combattente in nome della fede.

Guglielmo che proprio all'apice della sua fama gettò la spugna e decise di ritirarsi in un eremo sperduto tra i boschi, salendo per Poggio Bruno. 

Guglielmo che si fece conoscere subito nella zona di Buriano per gentilezza e discrezione, fino a che non destò l'interesse degli anziani con il miracolo dell'acqua.....sì perché aiutando delle fanciulle a fare il carico dell'acqua alla fonte, posizionò le botti all'incontrario dimenticandosi di mettere addirittura i tappi. Ma d'acqua non ne fuoriuscì nemmeno una goccia e Guglielmo da quel momento ebbe i suoi primi seguaci. 


La vera santità se la guadagnò uccidendo il Drago, Drago che si era insediato presso una sorgente di acqua indispensabile per tutti gli abitanti di Castiglione della Pescaia, Buriano, Tirli e Pian d'Alma. 




Drago a cui era stato attribuito il nome di "Guardiano assoluto della fonte." L'acqua doveva essere pagata e ad un caro prezzo, in più il drago pretendeva di quando in quando sacrifici umani.

Guidato dalla mano soprannaturale Guglielmo sfoderò la sua spada e affrontò e sconfisse il feroce e terribile drago. Si ritirò nuovamente all'eremo e lì si spense in una notte freddissima e ventosa, il 10 febbraio del 1157. La sua tomba continuò e continua ad essere meta di peregrinaggi e fu luogo oggetto di molteplici miracoli.

Nel 1211, grazie al consenso degli statuti, fu data luce all’ordine Guglielmita, che divenne importante a tal punto da diffondersi a macchia d’olio sia Oltralpe che in Francia, nei Paesi bassi ed in Germania. 





Ma nel XV secolo, purtroppo, l’ordine attraversò una grande crisi che provocò il successivo abbandono del monastero nel secolo successivo.

In seguito, nel 1597 un monaco agostiniano, di nome Giovanni Nicolucci, poi diventato celebre come Giovanni da San Guglielmo, promosse un nuovo insediamento dei monaci del proprio ordine all’Eremo di Malavalle, insediamento che durò per circa un secolo, cioè fino al 1782, anno in cui avvenne il definitivo abbandono. 


Da S.Guglielmo è possibile ammirare l’affascinante panorama che mostra al completo il padule della Diaccia Botrona e i monti dell’uccellina, ma anche tutta la costa e le isole e poi l’interno, quindi Buriano e ancora Vetulonia. 

Per accedere a questo incanto sinergico di antiche strutture e natura incontaminata è necessario fare una bellissima e lunga passeggiata di circa due chilometri e mezzo all’andata e di conseguenza anche al ritorno. 

Appena iniziato il percorso si incontrano i ruderi dell’acquedotto del ‘700, acquedotto dello Ximenes, che, se costeggiato, porta ad un vecchio fabbricato che era adibito a mulino. 

Dal mulino la salita si fa sempre più ripida e la strada diviene sempre più stretta. 


L’Eremo appare così nascosto al nostro arrivo, nascosto proprio dalla vegetazione, che, selvaggia, ha ricoperto parte delle strutture, ora restaurate, e che ha quindi reso un’aria mistica al rudere che tanto affascina. 
Chiunque sia un’amante delle cose antiche, o della natura e dei panorami, nonché delle passeggiate, o del trekking, o delle scampagnate in bicicletta certo deve provare il percorso per l'eremo. 

Ottimo per merende e picnic ....