il Mulino di Castiglione della Pescaia

Il vecchio mulino di Castiglione della Pescaia è difficile da datare con certezza. Sappiamo che negli ultimi decenni dell’ottocento il mulino fosse già in stato di abbandono con la sommità già in rovina. E sappiamo anche che il terreno circostante era utilizzato dai pastori come rifugio dai temporali o dai venti tempestosi.

Quindi, se sul finire dell’800, il mulino era già in disuso, allora, quando ha iniziato la sua attività?

E quando l’ha cessata? 




Beh, calcolando che solamente sotto Pietro Leopoldo di Lorena Castiglione della Pescaia iniziò ad essere presa seriamente sotto esame, potremmo pensare che forse, in occasione della visita del granduca nel 1767, siano partiti i lavori di costruzione del mulino. Leopoldo venne infatti nel castiglionese, ospite dei Camajori per verificare di persona l’andamento dei lavori della Casa Rossa, lavori che erano diretti da Leonardo Ximenes. Difficile un ipotetica collocazione precedente nel tempo alle origini del mulino perché l’auditore dei Medici, Lionardo Accolti, pignolo e minuzioso descrittore del paese, non fa nessun cenno ad un mulino nelle sue relazioni per Cosimo de’ Medici, relazioni del 1616. 

Quindi siamo quasi certi che nei primi del seicento il Mulino ancora dovesse essere costruito. 

Poi, durante il secondo periodo dei Medici a Castiglione della Pescaia, quindi fino al 1737, sappiamo che la porta nord e la porta ovest della cinta muraria erano chiuse per motivi di sicurezza. Data la collocazione del mulino, dunque, si presume che abbia origine in coincidenza con la riapertura delle porte, quindi sotto i Lorena. 



Il mulino è parte integrante dei ricordi dei vecchi castiglionesi per quanto riguarda gli anni tra ottocento e novecento. Infatti, proprio il mulino, era l’ultima tappa di riposo per le donne che, in fila, rientravano dalla macchia verso casa portando, sulla testa, pesanti fasce di legna.

Ma non solo, anche per i cacciatori sia di lepre, che di cinghiale che di colombi, il mulino era il posto migliore ove tirare, e, in oltre, luogo dove colmare le ceste di profumata ginestra che veniva sparsa per il paese in occasione del Corpus Domini. 

Il mulino con la funzione di macinare il grano e il granturco, fu però presto rimpiazzato grazie a Zaverio Donnini, che, nel 1908, venne al paese e costruì un mulino azionato da un motore Chrysler a testa calda, mulino locato sulla strada che costeggia la fiumara. 



Il mulino vecchio di Castiglione si trova proprio di fronte alla cinta muraria nord del paese, verso poggio alle Trincee, o delle Sughere.