Sovana: La Carrozza d'Oro

Sovana

C'era una volta a Sovana una regina Etrusca: bellissima, cordiale, adorata e amata, veramente molto affascinante tanto da procurarsi l’ammirazione di tutta la sua sudditanza e di chiunque venisse a contatto con lei.
Il suo nome era Antiglia. 

Una regina  intelligente,  il suo governo era mite, equilibrato e giusto.
La regina Antiglia  aveva una paura, una preoccupazione immensa, ovvero il timore di essere dimenticata da tutti dopo la morte. 
Come avrebbe quindi potuto farsi ricordare per sempre?

Decise infine di chiamare a corte i migliori orafi dell'epoca a cui commissionò una carrozza trainata da quattro cavalli, il tutto d'oro massiccio. 
"Essa sarebbe stata la sua originalissima sepoltura, quasi a simboleggiare un viaggio interminabile contro il tempo e l’oblio."
La carrozza, una tomba grandiosa, sarebbe stata un monumento di grandissimo valore. Antiglia utilizzò tutta la sua astuzia affinata con la pratica di governo per far sì che questa carrozza persistesse nella memoria dei posteri.


 E fu così che, dopo aver messo in bella vista questa magnificenza d'oro, la fece sparire all'improvviso, nascondendola in un luogo segreto.
 Così inizio la corsa all'oro, la brama di ricchezza, la fatidica ricerca della carrozza in ogni località del regno. 
E per lasciare un segno indelebile, poi, scomparì anche Antiglia.
Per generazioni sono state tramandate mappe e notizie riguardo al luogo mai scovato di sepoltura della regina. 


Dai cunicoli sotterranei di Sovana, al passaggio segreto che conduceva fuori della città verso l’Elmo e Montebuono, sino a Saturnia, a Montemerano e in numerose altre località della zona tutt'oggi si ricerca il monumento dorato. 
Così che dopo tanti secoli  il ricordo di Antiglia è ancora vivo, proprio come lei voleva.

In Maremma ancora si usa dire:

 “La carrozza d’oro della bella Antiglia ..... tutti la cercano, nessuno la piglia".

Questa storia è stata narrata anche in un film documentario sulle leggende toscane, "Mistery Tuscany", film scritto, diretto e prodotto da Pantaleone Megna e Andrea Migno.